Piano triennale a contrasto della povertà

Introduzione

Il documento, approvato nell’agosto 2021, definisce le priorità per il prossimo triennio, in coerenza con la funzione – secondo art. 21 del D.Lgs. 147/2017 – di individuare lo sviluppo degli interventi a valere sulle risorse della Quota Servizi del Fondo Povertà per un graduale raggiungimento di Leps nei limiti delle risorse disponibili. Dunque questo Piano, così come il Piano Nazionale degli interventi e dei servizi sociali 2021-2023, conferma l’impegno preso con la Legge di Bilancio 2021 per il LEPS di potenziamento del Servizio Sociale e aggiunge nuovi Livelli Essenziali, alcuni con standard specifici da garantire, alcuni ancora espressi in forma generica.

il Piano si articola in quattro punti presenti negli Approfondimenti qui sotto.

Approfondimenti

1. LEPS Potenziamento Servizio Sociale Professionale (ai sensi della L.178/2020)

Già richiamato nel precedente Piano in termini di obiettivo di servizio, con la Legge di Bilancio 2021 (L. 178/2020) viene definito il LEPS di un assistente sociale ogni 5.000 abitanti e un ulteriore obiettivo di servizio definito nel rapporto di un assistente sociale ogni 4.000 abitanti. Viene previsto, inoltre che una quota massima di 180 milioni di euro annui del Fondo Povertà sia riservata all’erogazione di contributi economici agli Ambiti territoriali Sociali in relazione al numero di assistenti sociali impiegati in proporzione alla popolazione residente. Con Decreto Ministeriale n.144 del 25 giugno scorso sono state rese note le prenotazioni del fondo da parte degli ambiti, da confermare con i dati del 2021 a febbraio del prossimo anno, per un totale di risorse prenotate pari a 66,9 milioni di euro.

Mentre con la Legge di Bilancio l’incentivo per il potenziamento del servizio sociale non è collegato all’impiego esclusivo nell’ambito del RdC, nel documento si sottolinea che il personale la cui spesa è sostenuta dal Fondo Povertà deve essere dedicato all’area povertà o comunque a garantire attività in favore dei beneficiari RdC.

2. Rafforzamento dei servizi per l’attuazione del RdC (Reddito di cittadinanza)

La Quota Servizi del Fondo Povertà finanzia la definizione dei Patti per l’inclusione sociale e gli interventi e i servizi sociali necessari a sostenere le famiglie beneficiarie nel percorso di autonomia. Il Piano da quindi continuità a quanto definito nel Piano precedente, e in particolare:

  • In riferimento al LEPS - Valutazione multidimensionale, progetto personalizzato e attivazione di sostegni si confermano come interventi e servizi finanziabili, oltre al segretariato sociale e al servizio sociale professionale, i tirocini per l’inclusione sociale, il sostegno socioeducativo domiciliare o territoriale, l’assistenza domiciliare socioassistenziale, il sostegno alla genitorialità e la mediazione familiare, il servizio di mediazione culturale e il servizio di pronto intervento sociale. In relazione a questi sostegni, viene definito come obiettivo di servizio che per tutti i nuclei per cui si definisca un quadro di analisi approfondito venga attivato almeno uno di questi sostegni. In continuità col Piano precedente, viene confermato l’obiettivo di servizio di attivazione di un percorso di sostegno alla genitorialità ogni qualvolta sia presente una situazione di bisogno complesso in un nucleo con un bambino nei primi 1000 giorni di vita. Viene richiamata inoltre l’importanza di attivazione di équipe multiprofessionali, e che le risorse del Fondo Povertà siano dedicate al potenziamento anche di altre figure professionali (non solo assistenti sociali) che possano garantire il percorso di accompagnamento verso l’autonomia;
  • Si individua il Pronto Intervento Sociale come LEPS da garantire in ogni Ambito territoriale Sociale (Scheda 3.7.1), 24h/24 per 365 giorni l’anno, da garantire come intervento specialistico sempre attivo o come servizio attivato nei giorni di apertura e chiusura dei servizi territoriali. Il servizio di pronto intervento non è destinato esclusivamente all’area della povertà, ma a una pluralità di target in stato di bisogno, ma si sottolinea l’importanza di garantire risposta anche alle persone in condizioni di grave povertà, abbandono o marginalità estrema.
3. Servizi per la povertà e la marginalità estrema

Nell’area della grave marginalità non esistono ancora dei LEPS; e il documento di Piano sottolinea la necessità che gli interventi finanziati – in continuità con il Piano precedente – abbiano come riferimento le “Linee di indirizzo per il contrasto alla grave emarginazione adulta in Italia”, e la promozione del superamento di approcci di tipo emergenziale in favore di approcci maggiormente strutturati.

  • LEPS Accessibilità e diritti esigibili: la residenza (Scheda 3.7.2). Considerando la rilevanza della residenza quale requisito imprescindibile per accedere a diritti, servizi e prestazioni pubbliche, viene definito come LEPS, in attesa della sua definizione normativa, quello di garantire in ogni Comune alle persone che lo eleggono a proprio domicilio anche se prive di alloggio, servizi che permettano di rendere effettivo il servizio di iscrizione anagrafica. Nello specifico, si prevede l’implementazione di un Servizio di supporto ed accompagnamento all’iscrizione anagrafica per le persone senza dimora, eventualmente gestito con il coinvolgimento di enti e associazioni territoriali;
  • Presa in carico e accompagnamento per l’accesso alle prestazioni universali: Centri Servizi per il contrasto alla povertà (Scheda 3.7.3). Per assicurare la presa in carico delle persone in condizioni di marginalità, di homelessness e di deprivazione materiale, si segnala la linea di attività definita dal PNNR che prevede la costruzione di centri servizi nel territorio dedicati ad offrire oltre alla presa in carico sociale, anche altri servizi erogati direttamente dai Servizi Pubblici o da enti del Terzo Settore o del volontariato (mense, docce), in un numero pari almeno a un centro servizi in 250 Ambiti Territoriali Sociali. In particolare, i livelli di servizio prevedono la disponibilità di almeno un Centro Servizi per il contrasto alla povertà in ogni Ambito Territoriale in cui sia presente almeno un Comune sopra i 75mila abitanti e nei restanti ambiti l’attivazione di uno sportello multifunzione;
  • Housing First. In riferimento ai progetti di housing first, che il documento richiama quale ambito di intervento a cui dare un forte impulso, si definisce un concorso di risorse tra Fondo Povertà e PNNR, che prevede l’attivazione di 250 nuove progettualità, sempre sulla base del modello già concordato in Conferenza Unificata e delle Linee Guida. Al momento l’housing first non è considerato prefigurabile come LEPS;
  • Interventi di sostegno materiale. Il Piano richiama gli interventi di sostegno materiale quali interventi prioritari per il contrasto alla povertà e alla marginalità, per quanto non specificamente finanziato con quote specifiche del Fondo Povertà, ma quale ambito di intervento a cui concorrono diverse risorse (cfr tabella 1);
  • Altri interventi e servizi dedicati alla marginalità estrema. La metà delle risorse del Fondo povertà riservate alla marginalità estrema sono dedicate alla programmazione di interventi e servizi in favore di persone in condizione di povertà estrema e senza dimora individuati dai territori sulla base delle esigenze rilevate, sempre tenendo quale riferimento prioritario le “Linee di indirizzo per il contrasto alla grave emarginazione in Italia.”
4. Sostegno ai neomaggiorenni in uscita da un percorso di presa in carico a seguito di allontanamento dalla famiglia di origine

Per dare continuità alla sperimentazione dedicata ai Care Leavers l’articolo 1, comma 335, della L. 178/2020, riserva 5 milioni del fondo povertà dedicati a interventi volti a prevenire condizioni di povertà e permettere di completare il percorso di crescita verso l’autonomia.

Ripartizione del fondo e integrazione con altre risorse

Per ognuna delle funzioni richiamate nel Piano, si propone una programmazione integrata nella quale le risorse del Fondo costituiscono solo una parte delle fonti di finanziamento, integrate in particolare dal PON Inclusione 2014-2020, dal FEAD e dal nuovo PON Inclusione 2021-2027inserito nel nuovo FSE + che comprende anche il FEAD. In relazione, in particolare ad Housing First e ai centri Servizi per il contrasto alla povertà concorreranno le risorse del PNNR e ulteriori risorse potranno derivare dall’avvio del POC Inclusione. In relazione al LEPS di potenziamento del Servizio Sociale Professionale concorre il Fondo di Solidarietà Comunale e in relazione a diversi interventi tra quelli richiamati, interverranno i Fondi REACT EU.

Il dettaglio dell’utilizzo del Fondo Povertà e delle altre fonti di finanziamento, in riferimento alle varie funzioni, è consultabile QUI

 

Ultimo aggiornamento: 06/04/2022 12:03.23